Forest

LAMPADA DA TAVOLO IN VETRO DI MURANO

Il profilo della lampada Forest è vagamente riconducibile a quello di un albero stilizzato, con una base in vetro che richiama il tronco cilindrico che si apre a sorreggere la chioma sovrastante. Le altezze leggermente differenti modificano il profilo dell’albero rendendolo più o meno slanciato.

Il tradizionale paralume troncoconico non si presenta con la lampadina nel centro ma viene illuminato dalla luce diffusa dal vetro sottostante. Il paralume può essere interpretato anche come un grande vaso in cui riporre oggetti: semplici fiori essiccati, ciottoli di fiume o profumate candele.

Forest Mini, presentata in anteprima ad Euroluce, è la versione portatile e a batteria ricaricabile.

UN ALBERO STILIZZATO, UN VASO ILLUMINATO DAL VETRO SOTTOSTANTE IN CUI RIPORRE OGGETTI, UNA LAMPADA DA TAVOLO.

Modelli della collezione

Tutti i nostri lampadari sono disponibili in diverse varianti e pienamente personalizzabili.

Personalizzabile e su misura

Colori disponibili

C - cristallo
D - fumo
F - pagliesco
G0 - aquamarine
Q0 - celeste
R - rosa

Finiture disponibili

N - nikel lucido
Non fermarti a ciò che vedi, ogni prodotto è personalizzabile nel colore e finitura che preferisci
Designer

Lo studio di Design Romani Saccani Architetti Associati è stato fondato nel 1999 dalla collaborazione professionale tra gli architetti Michele Romani e Mauro Saccani.

Ogni loro nuovo concept scaturisce da una consapevole rilettura della memoria del passato e diventa un atto di sintesi tra fantasia e concretezza, di sfida alla gravità delle omologazioni e delle consuetudini.
Tanto più l’idea generatrice sarà “semplice”, tanto più risulterà vincente il progetto: quindi il “semplice”, che non significa mai banale, inteso come prima forma di eleganza e di rifiuto per l’eccesso e la volgarità, come capacità essenziale e pura di comunicare il senso autentico delle cose.

Intervista

NELLE IDEE DEI DESIGNER: UN APPROFONDIMENTO

Come è nata l’idea primordiale di questo prodotto?

Lavorare al tema della lampada da tavolo partendo dalla vasta produzione di lampade “mushroom” (a fungo) degli anni ’70 per poi reinterpretarle con un gusto più contemporaneo, sperimentando nuovi abbinamenti tra paralume e base, cercando di arrivare ad un oggetto scultoreo capace all’occorrenza, di illuminarsi per rivelare tutte le sue potenzialità artistiche. Una delle caratteristiche risiede nel fatto che il tradizionale paralume troncoconico non si presenta con la solita lampadina a vista nel centro ma viene illuminato dalla luce diffusa dal vetro bianco sottostante. In questo modo, il paralume può essere visto anche come un grande vaso contenitore.

Che significato ha il nome del prodotto?

Questa collezione di lampade da appoggio ha un profilo vagamente riconducibile a quello di un albero stilizzato. La sagoma del vetro alla base richiama quella del tronco cilindrico che si apre a imbuto verso la chioma sovrastante. Il paralume troncoconico appoggiato superiormente rappresenta idealmente la “chioma” della pianta. Agendo con dei tagli su livelli crescenti è stato possibile declinare la lampada secondo altezze leggermente differenti che modificano il profilo dell’albero rendendolo più o meno slanciato, da qui l’idea di denominarlo col termine FOREST.

Quanto il risultato si distacca dal progetto teorico e quanto invece è nato di interessante nel processo produttivo?

La forma complessiva, nella sua essenzialità riprende fedelmente tutte le caratteristiche sottese agli schizzi iniziali. Il risultato finale non lascia intravedere tutti i tentativi e gli sforzi investiti nella definizione del paralume che attraverso un’infinità di campioni e prove ora si presenta con tre lavorazioni artigianali con texture che arricchiscono il volume di riflessi e riverberi sempre differenti, proprio come la massa di foglie mosse dal vento.
Una delle difficoltà tecniche affrontarte nello sviluppo del prodotto è stata quella di far collimare le curvature dei due vetri sovrapposti in accoppiamento, senza che fosse leggibile il punto di innesto centrale.

Tecnologia e Materiali utilizzati?

La lampada si compone di 2 vetri artigianali soffiati a giro, uno in bianco opalino con funzione di diffusore e di base portante, l’altro sovrapposto al precedente, realizzato in tre differenti lavorazioni artigianali: in rigadin, in ritorto o torcion ed in ballotton.
Queste operazioni, eseguite già in fase di preformatura del soffio, imprimono nella superficie del vetro tre differenti texture, uniche e differenti, che si illuminano di riflessi quando colpite dalla luce. L’offerta cromatica, oltre alla versione in cristallo trasparente, è stata arricchita di numerose tonalità pastello che rendono ancora più flessibile il prodotto così da assecondare il gusto di ciascun cliente per adattarsi camaleonticamente alle tonalità di qualsiasi progetto d’interior.

Puoi collocare il tuo prodotto in qualsiasi luogo del mondo desideri, quale sarebbe il posto perfetto?

Trattandosi di una lampada da appoggio, che non prevede predisposizioni particolari questo progetto trova facile inserimento in qualsiasi ambiente, inoltre l’attuale introduzione della versione piccola portatile, dotata di batteria ricaricabile, rende questo modello ulteriormente versatile. L’unica difficoltà va ricondotta all’imbarazzo della scelta cromatica del paralume proposto in una vasta gamma di colori pastello oltre alla versione in cristallo trasparente.

Cos’è per te la luce e come ti piace gestirla nei tuoi progetti?

Per noi lavorare con la luce è da sempre una possibilità incredibile per dare un segno e un valore particolare all’ambiente in cui viene inserita. Senza luce non c’è visione, senza luce non c’è emozione. Associare la luce a un materiale, ad un colore, ad un’effetto luminoso significa proprio manipolarla per creare qualcosa di piacevole che ci faccia stare bene e che possiamo “accendere” ogni qualvolta ne abbiamo bisogno.